Denis Mukwege
di Eleonora Salvatore

Denis Mukwege, nato il primo marzo 1955 a Bukavu, città del Kivu meridionale sulla sponda occidentale dell’omonimo lago nella Repubblica Democratica del Congo, è medico ed attivista, Premio Nobel per la Pace nel 2018 insieme alla yazida irachena Nadia Murad. Dopo gli studi in medicina in Burundi e la specializzazione in ginecologia e ostetricia in Francia, tornato in patria nel 1996, lavora in un ospedale di Lemera, distrutto durante la guerra civile che di lì a poco scoppia nel paese. Nel 1999 è di nuovo nella città natale dove fonda e dirige l’ospedale di Panzi: è in prima linea nell’accoglienza e nella cura di bambine e donne stuprate e mutilate, provenienti dai focolai di guerra della RDC e delle regioni limitrofe. Sostiene appelli alle Nazioni Unite perché si possano coordinare iniziative a tutela della pace e della salute delle donne, perché siano ferme le condanne della comunità internazionale sullo stupro come arma di guerra, perché si attivi un processo di “giustizia transitiva” nelle comunità colpite e/o invischiate nelle spirali pericolose dei conflitti. Per lo strenuo impegno nella difesa della pace e dei diritti di donne e bambine, Denis Mukwege è stato insignito nel 2008 dello UN Human Rights Prize e dell’Olof Palme Prize, nel 2014 ha ricevuto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, conferito dal Parlamento Europeo. Nel discorso di accettazione del Nobel per la pace, che ha dedicato a tutte le vittime di violenze sessuali nel mondo, descrivendo il clima di impunità in cui operava una milizia al soldo di un deputato del Parlamento locale a Kavumu, milizia responsabile di efferati stupri compiuti tra il 2013 e il 2015, ha ricordato che l’assenza dello “stato di diritto”, lo sfaldamento dei valori tradizionali di comunità, la creazione di un caos organizzato e perverso, la corruzione e la corruttibilità delle élite al potere in Congo hanno permesso la barbarie in un paese che ha “disperatamente bisogno di pace”. Allo stesso tempo ha rivolto all’opinione pubblica internazionale tre domande:
- Come costruire la pace sulle fosse comuni?
- Come costruire la pace senza verità né riconciliazione?
- Come costruire la pace senza giustizia né riparazioni?
Dopo aver insistito sul tema della pace, ha sottolineato con forza l’urgenza di mettere fine alle violenze contro le donne e creare una mascolinità positiva che promuova la parità di genere sia in tempi di pace che in tempi di guerra. Una lezione preziosa anche per l’oggi.

