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    Zulu: la nascita di un impero

    Zulu: la nascita di un impero

    di Vincenzo Rummo

    Shaka Zulu, fondatore dell'impero e primo reConosciuto in Italia principalmente come insulto, il termine Zulu fa riferimento a una popolazione del sud dell’Africa appartenente al gruppo etnico degli Ngoni.

    In origine, era il nome di un piccolo clan nella zona dell’attuale KwaZulu-Natal, area popolata da piccoli insediamenti di lingua Bantu; solo successivamente grazie alle campagne militari di Shaka tutti i clan vennero uniti nel grande regno Zulu.

    Poco si sa con certezza della sua nascita, ma Shaka KaSezangakhona era figlio illegittimo – in quanto nato fuori dal matrimonio – del capo clan Zulu, Sezangakhona, il quale esiliò lui e sua madre, Nandi. 

    Lui e la madre vennero esiliati dal villaggio e dovettero per molto tempo tra i clan vicini andando a stabilirsi con la popolazione Mtetwa, accolti dal capo villaggio Dingiswayo. Qui Shaka si unì al corpo militare dimostrando grandi capacità di combattimento, diventando uno dei perni principali nelle campagne belliche del nuovo clan.

    Alla morte di Sezangakhona, a succedergli come capo Zulu fu il figlio Siguyana, anche fratellastro di Shaka. Shaka approfittò di questa situazione e con l’aiuto delle forze militari Mtetwa riuscì a conquistare il potere, diventando il sovrano del clan.

    Come re introdusse numerose innovazioni in ambito militare, cambiando l’arma delle proprie milizie con una lancia corta da usare similmente a una spada. Riuscì anche a creare una nuova tattica di combattimento, la formazione a bufalo: uno schieramento affrontava direttamente il nemico, mentre due gruppi (le corna) lo circondavano, a seguirli erano le riserve. Grazie alle migliorie tattiche, Shaka riuscì a conquistare i territori dei clan adiacenti e ad espandere il suo regno nel sud-est dell’Africa. Sarà ricordato anche come un re spietato, avendo fatto uccidere settemila sudditi alla morte della madre; ciò creò un malcontento non solo tra la popolazione ma anche nella corte stessa, per questo venne organizzata una cospirazione che portò alla sua uccisione nel 1828.

    Il regno andò in declino dopo le guerre anglo-zulu (1879) in cui venne arrestato il re Cetshwayo e venne diviso il territorio in 13 sottoregni gestiti da vari “principi”. Solo successivamente il re ritornò in patria, ma governò su un territorio molto più piccolo rispetto allo splendore del passato. Il figlio di Cetshwayo, Dinuzulu, alla morte del padre si trovò obbligato ad affrontare uno dei tredici principi che erano stati messi a capo della zona. Qui venne aiutato dai mercenari boeri (i discendenti olandesi in Sud Africa nemici degli inglesi) con la promessa di concedergli territori nel regno Zulu. Per questo motivo gli inglesi intervennero e annessero il territorio del regno alle colonie sudafricane e arrestarono il giovane re con l’accusa di aver cospirato coi boeri contro la potenza coloniale inglese. 

    Durante il periodo dell’apartheid, la popolazione perse la cittadinanza sudafricana e venne creata KwaZulu per ospitare gli Zulu che oramai non erano voluti nel territorio della repubblica. Venne sviluppato il movimento di liberazione Inkatha che a differenza degli altri movimenti neri dell’epoca, non voleva l’unificazione del Sud Africa con l’integrazione dei nativi, ma l’indipendenza del regno Zulu.

    Ad oggi, con la fine dell’apartheid, una parte degli Zulu vive nelle aree rurali dello KwaZulu-Natal in mancanza di acqua e di elettricità, con una economia di sussistenza. Per quanto non abbia un potere effettivo, l’aristocrazia gioca ancora un ruolo importante sui “sudditi” in  questa zona. Un’altra parte della popolazione si è trasferita in aree urbane, sia nelle township povere sia nelle grandi città, nelle quali hanno iniziato a giocare un ruolo importante nell’economia sudafricana.