Il Ghana, ufficialmente conosciuto come Repubblica del Ghana, è uno Stato dell’Africa Occidentale. Confina ad ovest con la Costa d’Avorio, ad est con il Togo e a nord con il Burkina Faso. A sud si affaccia sul Golfo di Guinea. La sua capitale, Accra, è la città più popolosa del Ghana ed è il centro amministrativo, economico e delle comunicazioni dell’intero paese.
Dal punto di vista etimologico, ghana significa in lingua soninke “re guerriero”, il quale era un titolo che si attribuiva ai re del medievale impero del Ghana. A partire dall’indipendenza del 1957, fu usato come nome giuridico per la Gold Coast; tuttavia, dal 1960 è conosciuto come Repubblica del Ghana.


LA STORIA DEL GHANA
Storicamente, il Ghana è stato abitato da vari gruppi etnici, come Akan, Mole-Dagbani e Ga, le quali hanno dato vita a civiltà avanzate come l’Impero del Ghana, il quale si estendeva a circa 800 km a nord-ovest del moderno Ghana, e come l’Impero Ashanti, il quale divenne uno dei più importanti della regione, grazie al suo controllo delle risorse naturali del territorio, tra cui l’oro, il quale fu la fonte che attrasse di più gli europei.
Anche in Ghana, come in altri Paesi, il periodo del colonialismo iniziò con l’arrivo dei portoghesi, i quali nel 1479 conquistarono il Porto di Elmina, importante per il commercio degli schiavi, e nel 1482 fondarono la Costa d’Oro portoghese. Nel corso dei secoli successivi, furono fondate altre colonie da altri Stati europei, come la Costa d’oro danese o quella svedese. Tutte, nel 1821, furono inglobate dalla Costa d’oro inglese, che arrivò a coprire tutta la superficie del Ghana. Il territorio sotto l’impero coloniale comprendeva la Colonia della Costa d’Oro nel sud del Paese, la Regione Ashanti e, infine, il mandato inglese del Togo, assegnato alla Gran Bretagna dalla Società delle Nazioni dopo il collasso dell’Impero coloniale tedesco nella Prima guerra mondiale. Il termine Costa d’Oro, che inizialmente si riferiva solo alla zona sud del Paese, ossia quella più ricca e importante, fu poi utilizzato per l’intero territorio fino al 1957.
IL COLONIALISMO BRITANNICO
Durante il periodo coloniale, il governo del Ghana era strutturato con un governatore e due consigli: il Consiglio Esecutivo, che coadiuvava il governatore nelle sue funzioni, e il Consiglio Legislativo, incaricato di approvare leggi, ordinanze e il bilancio del paese. Tuttavia, la partecipazione locale era molto limitata: il Consiglio Esecutivo, fino al 1942, era composto interamente da europei, mentre il Consiglio Legislativo, pur introducendo membri elettivi nel 1925, rappresentava solo una minoranza e per lo più proveniva dalla Colonia della Costa d’Oro. Solo nel 1946, con una nuova costituzione, i membri elettivi salirono a 18 su 30. A livello locale, il Paese era governato in due modi diversi, infatti era diviso tra il sistema delle amministrazioni tradizionali, con i Capi che avevano poteri sui tribunali locali, e i Consigli Cittadini, in cui solo alcune città avevano una rappresentanza elettiva. Il sistema coloniale, seppur gestito in parte attraverso le autorità tradizionali, escludeva però dalla politica le nuove classi sociali, come intellettuali, commercianti e liberi professionisti, che si trovavano a non avere voce in capitolo nonostante fossero i più favorevoli a una maggiore partecipazione democratica. Questo divario tra il sud e le regioni interne accentuava le disparità nel paese.
Dal punto di vista economico, il periodo coloniale segnò uno sviluppo in linea con gli interessi del capitalismo europeo, con benefici distribuiti in modo diseguale. Dopo la fine della tratta degli schiavi, l’economia ghanese si orientò verso la produzione di materie prime per il commercio legittimo, con un particolare focus sul cacao, che divenne la principale risorsa agricola, e sulle risorse minerarie, tra cui oro, diamanti, manganese e bauxite. Il Ghana, già un importante produttore di oro e diamanti, vide un’espansione nell’estrazione industriale sotto il controllo britannico. La costruzione delle infrastrutture, come strade e ferrovie, era indirizzata al collegamento delle aree ricche di risorse con la costa per il trasporto verso l’Europa. Sebbene ci fosse uno sviluppo in alcuni settori, come la costruzione di infrastrutture e l’istruzione, i benefici erano principalmente destinati agli interessi europei e non rispecchiavano le esigenze della popolazione locale.
Sebbene la resistenza contro il dominio coloniale fosse forte, con movimenti locali che lottavano per l’autonomia, fu solo nel 1947 che iniziò un movimento significativo per l’indipendenza, con la formazione del Partito Nazionale del Congresso (United Gold Coast Convention, UGCC). La repressione britannica, seppur forte, non riuscì a fermare il fermento per l’indipendenza, che culminò nel 1957 con la proclamazione della Repubblica del Ghana, il primo stato africano sub-sahariano a ottenere l’indipendenza.
IL POST-COLONIALISMO E IL GOVERNO DI KWAME NKRUMAH
“Il Ghana è libero per sempre, tutto il mondo ci sta a guardare.” è quanto detto da Nkrumah con il raggiungimento dell’indipendenza nel 1957. Essendo il primo Stato dell’Africa sub-Sahariana a raggiungere l’indipendenza, il Ghana aveva l’arduo compito di “inventare una politica”, senza la possibilità di sbagliare, in quanto i fallimenti ghanesi si sarebbero riversati sul resto del continente ancora sotto dominio coloniale. Quando nel 1960 il Ghana venne proclamato una Repubblica, Kwame Nkrumah ne diventò Presidente.

Uno dei primi obiettivi del governo di Nkrumah fu promuovere lo sviluppo del Ghana, utilizzando le risorse interne per migliorare il benessere della popolazione anziché esportare verso i paesi sviluppati, come avveniva con il colonialismo. Il paese si dotò di una propria moneta, il Cedi, e creò istituzioni finanziarie nazionali, riducendo la dipendenza dalle potenze straniere. Nkrumah, che si definiva socialista, instaurò un sistema economico misto con interventismo statale e ruolo del settore privato. Nei primi anni, grazie a riserve di moneta straniera e al prezzo favorevole del cacao, l’economia del paese conobbe successi, con un piano quinquennale per lo sviluppo e i servizi sociali.
Il governo riorganizzò l’agricoltura, promuovendo la diversificazione delle colture e incentivando l’uso di tecnologie moderne, senza trascurare la risorsa principale del paese: il cacao. Creò enti statali per l’acquisto del cacao a prezzi fissi e per finanziare progetti sociali. Inoltre, il governo nazionalizzò l’estrazione delle risorse naturali, come l’oro, e cercò di creare un’industria manifatturiera, stimolando la creazione di imprese statali e incentivando quelle private con sgravi fiscali.
Per sostenere l’industrializzazione, Nkrumah realizzò progetti ambiziosi, come la diga di Akosombo sul fiume Volta, che avrebbe fornito energia a basso costo e migliorato pesca e irrigazione. Realizzò anche il porto di Tema e migliorò i trasporti e le comunicazioni. Parallelamente, il governo investì nell’educazione, aumentando il numero delle scuole e creando nuove università. Si concentrò anche sulla sanità, ampliando gli ospedali e costruendone di nuovi nelle aree rurali.
Tuttavia, i programmi di sviluppo e l’eccessivo interventismo statale aumentarono il peso delle finanze del paese. La diminuzione del prezzo del cacao, l’aumento del deficit e l’inflazione portano a difficoltà economiche. Nonostante i progressi, la gestione economica di Nkrumah divenne insostenibile.
Inoltre, il suo governo divenne sempre più autoritario, con il controllo delle opposizioni politiche e il rafforzamento del suo potere personale, culminando in un colpo di stato militare nel 1966. Nonostante le sue politiche progressiste e la sua visione pan-africana, il suo governo fu segnato da disordini interni, difficoltà economiche e una crescente insoddisfazione tra la popolazione, che lo percepiva come distante dalle reali esigenze del paese. Le sue ambizioni politiche e la gestione dell’economia, sebbene visionarie, portarono a un indebolimento delle finanze pubbliche, spingendo verso il suo rovesciamento.
IL GHANA DOPO NKRUMAH: COLPI DI STATO E INSTABILITÀ POLITICA.
Il 24 febbraio 1966, mentre Nkrumah era in missione a Hanoi, l’esercito e la polizia lo destituirono, sospendendo la Costituzione e instaurando un governo militare provvisorio. La giunta prometteva un ritorno a un governo civile, che nel 1969 portò alla Seconda Repubblica con le elezioni libere, vinte dal Progress Party di Kofi Busia. Tuttavia, il governo di Busia non riuscì a risolvere la crisi economica, e nel 1972 un altro colpo di Stato, guidato dal generale Acheampong, instaurò un Consiglio Nazionale di Salvezza, ma la corruzione e il malgoverno peggiorarono. Acheampong, nel 1977, tentò di rafforzare il suo potere, ma fu arrestato nel 1978 e sostituito dal generale Akuffo, che promise un ritorno alla democrazia. Tuttavia, anche il suo governo fallì nella gestione economica e fu rovesciato nel 1979 da un colpo di Stato guidato da Jerry Rawlings, che istituì il Revolutionary Council e tentò di combattere la corruzione con metodi duri.
Nel 1979, furono indette elezioni e fu instaurata la Terza Repubblica con Hilla Limann, del People’s National Party, ma la situazione economica continuò a deteriorarsi. Nel 1981, Rawlings tornò al potere, abolendo la democrazia e creando un Consiglio Nazionale di Difesa. Negli anni Novanta, si verificarono conflitti tribali nel nord del paese, ma senza l’intensità delle guerre civili avvenute in altri paesi africani.
IL RITORNO DELLA DEMOCRAZIA
Nel 2000, con la fine dell’influenza di Rawlings, il Ghana è tornato alla democrazia. Le elezioni hanno visto la vittoria di John Kufuor del New Patriotic Party (NPP). Kufuor ha rispettato la libertà di stampa, rendendo il Ghana uno dei pochi paesi africani con una stampa indipendente. Alcuni ex collaboratori di Rawlings, inclusa la moglie, sono stati processati per violazioni dei diritti umani, e Rawlings stesso è stato chiamato a testimoniare su crimini avvenuti negli anni ’80.
Durante il suo mandato, Kufuor ha preso misure per ridurre il debito pubblico e ha aderito al programma di risanamento economico del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Il Ghana è stato riconosciuto per i suoi progressi e le sue potenzialità nel raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, come la lotta contro la fame e l’AIDS. Nonostante la stabilità interna, il paese è stato minacciato dalla turbolenza nella regione dell’Africa occidentale.
Nel 2009, John Atta Mills è stato eletto presidente con una vittoria di appena 40.000 voti, segnando un altro passaggio pacifico del potere tra leader eletti. Questo ha consolidato la reputazione del Ghana come una democrazia stabile.
GEOGRAFIA
Le coste del Ghana sono basse e sabbiose, con una vasta pianura meridionale attraversata da fiumi che favoriscono le coltivazioni di cacao e caffè. Il paese è per lo più costituito da pianure e altopiani collinari, con il rilievo più alto, il Monte Afadjato, che raggiunge gli 885 metri. A est, lungo il confine con il Togo, si trovano i Monti Togo, mentre a ovest, lungo il confine con la Costa d’Avorio, c’è il Kwahu Plateau.
Il Ghana è attraversato dal Lago Volta, il più grande lago artificiale al mondo, alimentato dal fiume Volta e dal suo immissario principale, il fiume Oti, che proviene dai Monti Togo.
Il clima del Ghana è tropicale, con forti variazioni di temperatura e precipitazioni a seconda della distanza dal mare. La regione settentrionale ha una stagione delle piogge da marzo a settembre, mentre l’area centrale e meridionale, più vicina alla costa, ha piogge tra aprile e giugno e settembre e novembre, soprattutto lungo il litorale occidentale. La siccità causata dal vento sahariano Harmattan può durare dai 4 ai 6 mesi nel nord.

POPOLAZIONE
Paese multiculturale e multietnico, il Ghana conta circa 30 milioni di abitanti, con una densità di circa 104 abitanti per chilometro quadrato. Nonostante la grande varietà etnica, il Ghana ha evitato i conflitti etnici che hanno caratterizzato molti altri paesi africani. La popolazione è relativamente giovane, con il 38,7% degli abitanti sotto i 14 anni, mentre la fascia di età 15-64 anni rappresenta il 57,2%. Il paese ha visto un miglioramento significativo nella qualità della vita, con una crescente alfabetizzazione che raggiunge il 74,8% e un buon accesso all’acqua potabile. La popolazione urbana è aumentata, rappresentando circa il 33% del totale nel 1990, e il tasso di crescita è dell’1,25%. Il Ghana ha una struttura economica diversificata, con il settore agricolo che impiega il 55% della forza lavoro, seguito dall’industria e dal settore dei servizi. Nonostante alcune sfide economiche, il paese ha fatto progressi significativi nel migliorare gli indicatori di sviluppo umano, mantenendo una stabilità politica e sociale che ha permesso il suo sviluppo.
RELIGIONI
In Ghana, la religione è caratterizzata da un sincretismo tra la tradizionale religione animista e il cristianesimo, che si è sviluppato durante la colonizzazione europea. Oggi, circa il 71,2% della popolazione pratica il cristianesimo, con il 28,3% di pentecostali, il 18,4% di protestanti e il 13,1% di cattolici, soprattutto nelle regioni meridionali del paese. L’Islam è la seconda religione più diffusa, con il 17,6% della popolazione, principalmente nel nord. L’animismo rimane una pratica viva per il 5,2% della popolazione, e molti ghanesi che si dichiarano cristiani o musulmani continuano a mantenere credenze animiste. È anche presente, seppur in numeri minori, la religione rastafariana.
LINGUE
Il Ghana ha 47 lingue locali, con l’inglese come lingua ufficiale utilizzata nel governo e negli affari. La maggior parte dei ghanesi parla almeno una lingua locale, che appartiene principalmente a due sottofamiglie della lingua Niger-Congo: le lingue Kwa, parlate a sud del fiume Volta, e le lingue Gur, parlate a nord. Le lingue Kwa, come l’Akan, il Ga-Dangme e l’Ewe, sono parlate dal 75% della popolazione, mentre le lingue Gur comprendono il Gurma, il Grusi e il Dagbani. Nove lingue hanno lo status di “supportate dal governo”, tra cui varianti dell’Akan, il Dagaare, il Dagbani, l’Adangme, l’Ewe, il Ga, il Gonja e il Kasem. Anche se non ufficiale, l’Haussa è una lingua franca tra i musulmani del paese.
CURIOSITÀ CHE (FORSE) NON SAI SUL GHANA.
- Pur non essendo propriamente ghanese, il concetto di Ubuntu (tipico di molte tradizioni africane) si è diffuso anche in questo Stato. Questa parola si può tradurre con “io sono perché noi siamo” e sta ad esprimere l’idea per cui il benessere individuale è strettamente connesso a quello comunitario: la realizzazione personale non avviene in isolamento, ma nella comunità;
- Nel sud del Ghana, esiste una tradizione unica di bare personalizzate. Gli artigiani locali creano bare che riflettono la professione o gli interessi del defunto. Queste opere d’arte funerarie possono costare fino a 700 dollari e sono considerate un tributo speciale alla vita del defunto.
- In Ghana c’è il Parco nazionale di Kakum, il quale ospita uno dei sistemi di ponti sospesi più belli al mondo: l’Ebony Trail, un percorso di circa 350 metri che offre un singolare punto di vista della foresta.
- La capitale Accra ospita una delle più grandi collezioni di arte africana al Museo Nazionale del Ghana.


SITOGRAFIA
Storia del Ghana
Ghana
The Story of Ubuntu
Bare personalizzate del Ghana
Parco nazionale di Kakum
Di Marica D’Onofrio

