Di Kidist Dorigatti
Il Oud è uno strumento musicale a corde profondamente radicato nella tradizione musicale somala. Con il suo suono caldo e avvolgente, ha accompagnato per secoli i momenti più importanti della vita quotidiana: celebrazioni, rituali, poesie d’amore e preghiere spirituali. Nella cultura somala tradizionale, la musica non era un semplice ornamento, ma un linguaggio condiviso che permeava ogni aspetto dell’esistenza.

Tuttavia, questo legame intimo tra musica e comunità ha subito una frattura profonda con lo scoppio della guerra civile. Il conflitto ha devastato il tessuto culturale del paese, interrompendo la trasmissione orale delle tradizioni e portando alla dispersione di artisti, strumenti e conoscenze. In questo vuoto, la musica – un tempo pilastro dell’identità collettiva – è stata silenziata, repressa e in alcuni contesti perfino stigmatizzata.
Oggi, nel Somaliland, paese pacifico, il processo di ricostruzione culturale si affianca a quello fisico. Tra i protagonisti di questo risveglio vi è il dottor Jama Musse, direttore della Redsea Cultural Foundation e di Hargeysa Cultural Center (http://www.hargeysaculturalcenter.org/), che ha posto l’arte e la musica al centro di un nuovo percorso di rinascita. Le sue parole colgono una verità cruciale:
“Quando si dedicano tutte le proprie risorse alla ricostruzione di un paese, si dimentica ciò che ci rende veramente umani. In questo vuoto, prima o poi, entrerà qualcosa – spesso non scelto, e non sempre benigno.” (Intervista su: Journal of the Anglo-Somali Society)
Questa riflessione esprime l’urgenza della missione che si sta svolgendo ad Hargeysa, capitale del Somaliland. Qui, festival, workshop e spazi di incontro mirano a riaprire il dialogo tra musica, arte e società, offrendo nuove opportunità soprattutto ai giovani, molti dei quali non hanno mai conosciuto il oud dal vivo.

Il cammino verso la rinascita non è privo di ostacoli. Esistono ancora resistenze sociali e religiose che associano la musica a valori fuorvianti e non consoni per la religione. Ma la lotta per la musica è anche una lotta per l’identità. Far rivivere il oud, e con esso le melodie della tradizione, significa restituire alla popolazione un senso di appartenenza e continuità storica.

Oggi, più che mai, gli sforzi per recuperare la musica tradizionale somala rappresentano un atto di coraggio e di resistenza culturale. In un’epoca segnata da traumi, esilio e modernità disgregante, il oud torna a far vibrare le corde dell’anima somala.

