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Uno sguardo sul Marocco: tra cultura e tradizioni

Uno sguardo sul Marocco: tra colori e tradizione

di Martina Cuomo

Oggi vi porteremo alla scoperta del paese più a Occidente del mondo arabo: il Marocco. Situato nell’Africa settentrionale, il Marocco viene denominato “Maghreb”, المغرب, che vuol dire Occidente, ma anche “luogo del tramonto”. La magia del mondo arabo, infatti, ci consegna l’immagine di un sole che si leva a est nelle regioni dell’Oman e dell’Arabia, e che tramonta in maniera meravigliosamente romantica in Marocco.

Ad aprirci le porte a Nord del paese c’è la città portuale di Tangeri, luogo in cui è facile percepire una certa mescolanza tra la cultura europea e quella araba. Tangeri, infatti, che fu città fenicia, cartaginese, romana, e poi vandala, bizantina, portoghese, spagnola e britannica, sembra quasi toccare con un dito la sponda spagnola di Algeciras. Con capitale Rabat, il Marocco è una monarchia costituzionale retta dal Re Mohammed VI dal 30 luglio 1999.

Entrati in Marocco, veniamo immediatamente immersi in un’esperienza emotivo-sensoriale quasi irripetibile. L’aroma delle spezie e il profumo avvolgente degli oli essenziali ci gettano immediatamente in un ambiente esotico ma incredibilmente accogliente, non importa da quale posto del mondo veniate: in Marocco è impossibile non sentirsi a casa!
Ad attenderci lungo le strade della medina ci sono gli “asswaq” أسواق, i mercati. Coloratissimi e ricchi di merce, i mercati marocchini invitano alle compere anche chi non ha alcuna intenzione di comprare. A pochi dirham (valuta monetaria marocchina) è possibile acquistare spezie al grammo, spremute di arancia e melograno, dolci e frutta secca, molto consumata dal popolo marocchino.

Ancora, è possibile acquistare teiere in acciaio (immancabili per il tradizionalissimo tè alla menta, capolavoro tutto magrebino), abiti tipici tradizionali tra cui citiamo la celeberrima “jelleba” جلابة, abito lungo e largo utilizzato quotidianamente; tappeti di svariato tipo, di particolare bellezza sono quelli berberi dalle figure geometriche, oggetti in ceramica lavorati e decorati a mano, ciotole, piatti, tazze, tajine e molto altro…

Disposti via via per i mercati, vi sono incantatori di serpenti, giocolieri e dolci scimmiette pronte a scattare una foto con noi!

Camminando per le strade, si è rapiti dal profumo particolare della cucina tipica marocchina: cous cous, tajine, rfissa, marqa, e molti altri piatti di una tradizione culinaria centenaria fatta di influenze berbere, moresche, mediterranee e arabe.

Nei mercati, una delle tappe preferite dalle ragazze, oltre a quella dei prodotti cosmetici naturali e degli oli essenziali, è da sempre quella dell’henné alle mani: si tratta di una sorta di tatuaggio semipermanente molto diffuso tra le donne di tutto l’Oriente, considerato un abbellimento decorativo soprattutto durante le feste e i matrimoni.

E visto che ci siamo, come non parlare dei matrimoni marocchini?!

I matrimoni marocchini, scenografici e coinvolgenti, sono feste tanto religiose quanto folkloristiche. Ci dicono tanto su questa cultura viva, dinamica, incarnata giorno per giorno nelle sue feste, nei suoi rituali, o semplicemente nelle abitudini quotidiane. Dopo il primo giorno della stipula del matrimonio tra i due sposi “drib sdak” ضريب الصداق, hanno inizio i festeggiamenti veri e propri, che dureranno circa tre giorni.

Il primo giorno del matrimonio si apre con un rituale molto importante per la tradizione, in cui la sposa riceve dei trattamenti di saune e bagno turco presso l’hammam, حمّام. Anche il secondo giorno è dedicato alla sposa, è il giorno dell’henné, alla sposa vengono fatti questi tatuaggi su mani e piedi, la cui realizzazione, secondo la tradizione, è di buon auspicio perché propiziano fortuna, fertilità e bellezza. In qualsiasi matrimonio marocchino che si rispetti, c’è poi la presenza di una “negafa” نكافة, una donna che ha il compito di aiutare e assistere la sposa in tutta la durata dei preparativi al matrimonio insieme ad amiche e parenti. In fine, il terzo giorno, è quello del matrimonio vero e proprio: le sale adibite per il matrimonio sono ricchissime di oggetti e strutture di decoro, gli invitati iniziano e riempire la sala, a seguire lo sposo con la sua famiglia, ed in ultimo, la sposa, che arriva tradizionalmente su una “amaria” عمارية, una struttura in legno decorato sollevata da quattro o sei uomini, su cui siede la sposa accolta dall’intera sala. Il matrimonio continua tra musiche e balli, fino alla conclusione, quando i due sposi si concedono l’ultimo ballo, mangiano la torta insieme agli invitati e osservano alcune tradizioni prima di partire per la loro prima notte di nozze.

Assistere ad un matrimonio marocchino, è un’esperienza da non perdere!

Un’altra bellezza del Marocco è dignitosamente offerta agli occhi di tutti attraverso l’architettura, che si esprime soprattutto per mezzo di complessi intrecci e giochi di linee geometriche chiamati “arabeschi”, parte importante dell’arte decorativa islamica che ha grandemente influenzato l’arte e l’architettura marocchina.

Ancora, piastrelle di argilla smaltata chiamate “zellige”, tipicamente usate per ricoprire le fontane, l’utilizzo di una gamma di colori molto ampia, e molto altro ancora.

Ciò che conferisce all’arte marocchina questo spiccato splendore però, è anche l’influenza che su di essa hanno esercitato gli spagnoli dall’VIII secolo in poi, che, in un ricco scambio artistico-culturale tra i due popoli, insegnarono ai mori come fare un tetto con tegole sovrapposte, e come gestire la costruzione degli archi.

La distribuzione dei colori pervade non solo gli ambienti d’arte ma prende vita anche tra le mura delle città abitate. Chefchaouen, al nord del Marocco, è anche chiamata “la città blu” dal colore delle abitazioni dell’intera città. Marrakech, “la città rossa”, pervasa dalla preminenza dei colori caldi dell’ocra, del rosso e dell’arancione. Guardare un tramonto a Marrakech dopo la nostra passeggiata al mercato, è un appuntamento galante tra i nostri occhi e la magia di una bellezza senza eguali.

Tra chi crede che in Marocco si cammini solo in sella ad un cammello, e chi ne fa sede di oscure verità, il Marocco si propone a questo mondo come un profumato e variopinto scenario di un’umanità che ha tanto da raccontare. Sta a noi decidere se celebrare la Bellezza, oppure se annientarla. Noi, anche oggi, celebriamo la Bellezza.

Il patrimonio culturale dell’Unesco riconosce al Marocco i seguenti meriti:

  • Medina di Fes (patrimonio dell’Unesco dal 1981);
  • Medina di Marrakech (patrimonio dell’Unesco dal 1985);
  • Ksar di Ait-Ben-Haddou (patrimonio dell’Unesco dal 1987);
  • Città storica di Meknes (patrimonio dell’Unesco dal 1996);
  • Sito archeologico di Volubilis (patrimonio dell’Unesco dal 1997);
  • Medina di Tétouan (patrimonio dell’Unesco dal 1997);
  • Medina di Essaouira, l’antica Mogador (patrimonio dell’Unesco dal 2001);
  • Città fortificata portoghese di Mazagan, El Jadida (patrimonio dell’Unesco dal 2004);
  • Rabat, capitale moderna e città storica (patrimonio dell’Unesco dal 2012).

Tra colori, profumi, usanze e tradizioni, il Marocco ruba il cuore di chi lo visita e, a chi non c’è stato, sussurra un invito difficile da rifiutare.

Ci vediamo in Marocco, In sha Allah!