Per le prossime generazioni, verso una comunità plurale

Costruiamo ponti attraverso il dialogo, i saperi e la convivialità.

Botswana: Il Cuore Silente dell’Africa Meridionale

Il Botswana, ufficialmente Repubblica del Botswana, è un paese che incarna al
tempo stesso prosperità economica e conservazione culturale. Situato nell’Africa
meridionale e caratterizzato da un territorio vasto e scarsamente popolato, il
Botswana è spesso considerato “il segreto meglio conservato dell’Africa”.
Un segreto che, tuttavia, merita di essere scoperto.

Dalla Colonizzazione all’Indipendenza

Il Botswana vanta la democrazia più duratura del continente africano, un fatto raro in una regione spesso scossa dall’instabilità politica. L’odierno Stato nacque dalle ceneri del Protettorato britannico del Bechuanaland (1885-1966), una mossa pensata per “proteggere” il territorio dalle mire espansionistiche dei boeri. La piena indipendenza fu raggiunta nel 1966, e con essa giunse una scoperta che avrebbe cambiato per sempre il destino del paese: enormi giacimenti di diamanti. Questa combinazione di libertà
politica e risorse naturali ha permesso a questo Stato di costruire un’economia fiorente e un modello di governance stabile, rappresentando un’eccezione rispetto alla “trappola delle risorse” che affligge molti altri paesi ricchi di minerali.

Popolazione e Identità

Con una densità di popolazione tra le più basse al mondo (3,7 abitanti per km²), il Botswana ha saputo valorizzare questa caratteristica attraverso politiche orientate alla tutela ambientale. Il 17% del territorio è destinato a riserve naturali, un dato che supera di gran lunga il 10% raccomandato a livello internazionale. La maggior parte della popolazione vive nella parte orientale del paese, concentrata in villaggi agricoli o in città come Gaborone, Maun e Francistown. Il territorio è anche la casa dei San, i boscimani che abitano queste terre da oltre 22.000 anni. Nonostante le difficoltà, questo popolo ha conservato una straordinaria
capacità di adattamento e sopravvivenza in uno degli ambienti più ostili del mondo.

Lingue

La lingua ufficiale è l’inglese, parlato da appena il 2,1% della popolazione. La lingua più parlata è il setswana (78,2%), che in base alla costituzione è la lingua nazionale. Seguono altri idiomi bantu, tra cui il kalanga (7,9%) e il sekgalagadi (2,8%).

Religioni

La religione predominante è il cristianesimo, che rappresenta il 71,6% della popolazione. I cristiani si dividono in protestanti (64,6%) e cattolici (7,0%). Il 20,6% non segue nessuna religione e il 6% confessa una religione indigena. Le altre religioni rappresentano l’1,4%, mentre lo 0,4% non è specificato.

Un Paese di Tesori Naturali

Il Botswana è un santuario per la biodiversità. Il Delta dell’Okavango, uno dei più grandi delta interni al mondo e Patrimonio dell’Umanità UNESCO; un vero paradiso naturale, popolato da elefanti, leoni, ippopotami e centinaia di specie di
uccelli. Altro gioiello è rappresentato dalle Tsodilo Hills: un sito archeologico situato nella parte nord occidentale del Botswana, nel
Distretto Nordoccidentale, poco distante dal confine con la Namibia e disposto su un gruppo di colline che si ergono improvvisamente dalle desolate pianure del Kalahari.
L’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO avvenne nel 2001 ed è dovuta all’enorme significato spirituale e religioso per le popolazioni locali, nonché alle numerosissime testimonianze di insediamenti umani per un periodo di storia lungo almeno 100.000 anni. Infatti vi sono stati contati più di 4.500 esempi diversi di arte rupestre in un’area di circa 10 km² all’interno del Deserto del Kalahari.

Economia

Grazie a una gestione accorta delle proprie risorse, la Repubblica ha gestito con saggezza le sue risorse minerarie, sviluppando strategie efficaci per massimizzare i benefici, evitando la
cosiddetta “maledizione delle risorse”, un paradosso economico e politico secondo cui i Paesi ricchi di risorse naturali (come petrolio,
gas, minerali o diamanti) tendono a sperimentare una crescita economica più lenta, una maggiore instabilità politica e problemi sociali rispetto a Paesi con meno risorse naturali.

I paesi ricchi di risorse spesso diventano troppo dipendenti dall’esportazione di queste ultime, trascurando altri settori economici come l’industria e l’agricoltura. I diamanti, scoperti poco dopo l’indipendenza, continuano a costituire il fulcro dell’economia, anche se il paese sta progressivamente diversificando investendo nel turismo, nell’agricoltura e nei servizi finanziari. La scoperta nel 2021 di un diamante da 1.098 carati, uno dei più grandi mai trovati, ha ulteriormente consolidato la posizione del Botswana come leader nel settore minerario.
Fin dall’indipendenza, ha registrato uno dei tassi di crescita del reddito pro capite più elevati al mondo. Tra il 1966 e il 1999, l’economia ha registrato una crescita media annua del 9%, e nel 1994 è stato il primo paese a uscire dalla lista delle Nazioni Meno Sviluppate (LDC) dell’ONU.
L’economia nazionale è oggi meno dipendente dal Sudafrica rispetto al passato, grazie anche all’apertura della superstrada transafricana nel 1998, che attraversa il Kalahari collegando l’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano. Questo sviluppo infrastrutturale ha ridotto la necessità di utilizzare i porti sudafricani per il commercio. Oltre ai paesi vicini, i principali partner commerciali del Botswana includono Regno Unito, Stati Uniti e diverse nazioni europee. Nel 2019, il governo guidato da Mokgweetsi Masisi ha revocato il divieto di caccia agli elefanti, introducendo un sistema di permessi di caccia messi all’asta a imprese specializzate, che successivamente li rivendono con profitto ai cacciatori di trofei. L’Africa meridionale è diventata, quindi, una destinazione popolare per il turismo venatorio, in particolare tra i cacciatori statunitensi. Un turista può legalmente cacciare animali come antilopi o elefanti, all’interno di un sistema regolamentato da leggi che mirano a prevenire la caccia indiscriminata. Questo tipo di attività viene spesso promossa come un mezzo per raccogliere fondi destinati alla conservazione della natura. Tuttavia, il turismo venatorio è un tema controverso: da un lato, viene considerato utile per sostenere la protezione ambientale; dall’altro, è criticato perché percepito come una pratica che può mettere a rischio la fauna selvatica.

Politica interna

Al governo è in vigore un sistema multipartitico, anche se il Partito Democratico del Botswana (Botswana Democratic Party, BDP) ha storicamente mantenuto una posizione dominante. Questo partito ha un’identità fortemente nazionale ed è tradizionalmente privo di un orientamento ideologico specifico.
Le elezioni generali in Botswana del 2024 si sono svolte il 30 ottobre per rinnovare l’Assemblea Nazionale, il parlamento del paese. Per la prima volta dall’indipendenza nel 1966, il Partito Democratico del Botswana (BDP) ha perso la maggioranza assoluta dei seggi, come previsto da sondaggi e proiezioni preliminari. Il BDP ha subito un crollo significativo nei consensi, principalmente a causa di una serie di problematiche economiche, scendendo al quarto posto con soli 4 seggi e perdendo il ruolo dominante nell’arco politico parlamentare. A emergere come forza principale è stato l’Ombrello per il Cambiamento Democratico (UDC), una coalizione di partiti di centro-sinistra guidata da Duma Boko, che ha conquistato 36 seggi, aggiudicandosi la maggioranza assoluta e il controllo del governo. Tra gli altri risultati di rilievo, si segnala la crescita del Partito del Congresso del Botswana (BCP), di orientamento socialdemocratico, che ha ottenuto 15 seggi, e il più moderato incremento del Fronte Patriottico del Botswana (BPF), populista, che ha raggiunto quota 5 seggi. Alcuni cambiamenti minori hanno completato il quadro di una tornata elettorale storica per il paese.

Geopolitica e Politica Estera

Nonostante le sue dimensioni contenute, questo Stato senza sbocchi sul mare, ha sempre giocato un ruolo di rilievo nella geopolitica della regione. È un membro attivo della Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Australe (SADC) e si distingue per il suo impegno nella promozione dei diritti umani e nella tutela dell’ambiente. Inoltre, intrattiene solide relazioni con l’Unione Europea, in particolare nel settore del
commercio dei diamanti. Il Sudafrica post-apartheid è stato a lungo il principale partner internazionale del Botswana, ma negli ultimi anni il paese ha progressivamente preso le distanze da questa alleanza tradizionale. Oggi, i principali scambi economici e culturali si svolgono con il Regno Unito e altri stati europei. Sul piano internazionale, adotta una posizione moderata in linea con quella africana sui principali temi globali. Partecipa attivamente a organizzazioni come le Nazioni Unite, il Commonwealth e l’Unione Africana, e si distingue per il dinamismo nei rapporti bilaterali, specialmente tra i paesi associati all’Unione Europea.

Diritti umani

Tra il 1997 e il 2002, il governo condusse tre diverse operazioni di sfratto ai danni dei Boscimani residenti nella Riserva Faunistica del Kalahari Centrale (CKGR). Nel 2002, i Boscimani avviarono un’azione legale contro il governo, accusandolo di averli sgomberati illegalmente dalla loro terra ancestrale. Nel 2006, al termine di quello che fu definito “il processo più lungo e costoso nella storia del Botswana”, la Corte
Suprema stabilì che gli sfratti erano “illegali e incostituzionali”, riconoscendo il diritto dei Boscimani a vivere e cacciare all’interno della CKGR. Nonostante questa vittoria legale, i Boscimani che hanno cercato di tornare nella riserva segnalano di subire continue pressioni e intimidazioni. Attualmente, la maggior parte di loro è obbligata a richiedere permessi validi solo un mese per accedere alla CKGR, e molti sono stati arrestati, multati e, in alcuni casi, anche torturati per aver praticato la caccia. Survival International, organizzazione impegnata nella difesa dei diritti dei popoli indigeni, ha ripetutamente denunciato le
azioni del governo del Botswana, accusandolo di voler impedire ai Boscimani di vivere e cacciare liberamente nella loro terra d’origine, compromettendo il loro stile di vita tradizionale e nel settembre 2013, ha deciso di promuovere un boicottaggio del turismo in Botswana. Una misura drastica, come spiegato dal direttore generale Stephen Corry, motivata dalle “persecuzioni continue subite dai primi abitanti del paese per mano del governo botswaniano”.

Curiosità e Cultura

La scrittrice più importante del Botswana è Bessie Head, insignita nel 2003 dell’Ordine della Ikhamanga in Oro, »Per il contributo straordinario alla letteratura e alla lotta per il cambiamento sociale, per la libertà e per la pace.». In When Rain Clouds Gather (1968), tra i suoi romanzi più noti, si narra la storia di Makehaya, che fugge dal Sudafrica e attraversa il confine diretta in Botswana, nella speranza di una vita più serena. I suoi libri, tra l’altro, prendono ispirazione dalla vita nei villaggi rurali e presentano eccellenti descrizioni della natura, sconfinata e romantica.

La bandiera del Botswana simboleggia la convivenza
pacifica tra i diversi gruppi etnici. L’azzurro
simboleggia l’acqua, in particolare la pioggia, e deriva
dal motto presente sullo stemma del Botswana: “Pula”
che in lingua tswana significa “che piova!”.
La banda bianca e nera simboleggia l’armonia razziale.

di Sara Abate