Storia e colonizzazione
La Namibia, ufficialmente Repubblica della Namibia, è uno Stato dell’Africa meridionale, la cui capitale è Windhoek. Confina a nord con l’Angola e lo Zambia, a est con il Botswana e a sud con il Sudafrica; a ovest si affaccia sull’Oceano Atlantico.
È uno dei Paesi più giovani del continente africano, avendo ottenuto solo nel 1990 l’indipendenza dal Sudafrica, dal quale era amministrata. Dal 1884 al 1918 fu colonia dell’Impero tedesco con il nome di Deutsch-Südwestafrika. Successivamente dal 1918 al 1961 fece parte dell’Impero britannico all’interno dell’Unione Sudafricana per poi divenire, dal 1961 fino all’indipendenza, una provincia del Sudafrica.
L’arrivo dei primi coloni tedeschi, negli ultimi anni dell’Ottocento e nei primi del Novecento, provocò una violenta reazione da parte di alcune etnie autoctone che si vedevano spogliate di molte delle proprie terre più fertili. In alcune zone scoppiò una vera e propria guerriglia (1904-1908) da parte di un popolo di pastori, gli Herero, che fu repressa nel sangue dalle autorità tedesche. Vennero costruiti per i prigionieri
dei Konzentrationslager, “campi di concentramento”; dagli originari 80.000, gli Herero vennero ridotti a 15.000 nel 1911. Nel 1966 l’organizzazione SWAPO (South-West African People’s Organization), di spirazione marxista, cominciò una guerriglia indipendentista contro le forze sudafricane, nota come guerra di indipendenza della Namibia. Il Sudafrica cedette però solo nel 1988, accettando un piano di pace delle Nazioni Unite che portò alla piena indipendenza del paese nel 1990.
Il fondatore della Namibia indipendente è Sam Nujoma, da sempre capo della SWAPO; ha governato dal 1990 al 2005, per essere poi sostituito da Hifikepunye Pohamba.


concentramento, 1907.
Geografia
La geografia della Namibia è caratterizzata da una serie di altipiani, il punto più alto dei quali è il Brandberg (2 606 metri). L’altopiano centrale attraversa il paese lungo l’asse nord-sud, ed è circondato a ovest dal deserto del Namib e dalle pianure che giungono fino alla costa, a sud dal fiume Orange, a sud e a est dal deserto del Kalahari. I confini del paese a nord-est delimitano una stretta fascia di terra, nota come dito di Caprivi, che fu ottenuta dai tedeschi come sbocco verso il fiume Zambesi. L’aridità del territorio fa sì che buona parte dei fiumi siano a carattere torrentizio. I fiumi di maggiore entità si trovano solo lungo i confini: da nord a sud, i principali sono il Kunene, l’Okavango, lo Zambesi e l’Orange.


Clima
Il clima della Namibia va dal clima desertico a quello subtropicale, ed è generalmente caldo e asciutto, con precipitazioni scarse e variabili. L’aridità del clima deriva dalla fredda corrente del Benguela che causa la condensazione del vapore acqueo sull’oceano Atlantico, lasciando quindi arrivare sulla costa aria secca. Nel 2019, alcune parti della Namibia hanno affrontato una delle peggiori siccità degli ultimi sessanta-novanta anni, con piogge molto scarse e con la maggior parte del bestiame morto. Le autorità dichiarano lo stato di calamità naturale a maggio e chiedono aiuti internazionali: “I mezzi di sussistenza della maggior parte dei namibiani sono a rischio, soprattutto quelli che dipendono dalle attività agricole”, lamenta il primo ministro Saara Kuugongelwa-Amadhila.
Città e popolazione
La Namibia è uno dei tre Stati sovrani del mondo meno densamente popolati, con una media di circa 3,3 abitanti per km²; ha invece un tasso di crescita demografica relativamente elevato. Gran parte del territorio del paese è costituito dalle distese aride del deserto del Namib e del Kalahari. Fra le città più importanti, oltre alla capitale Windhoek (situata nel centro del paese) si possono ricordare i porti di Walvis Bay e Swakopmund, e le città di Oshakati, Grootfontein, Tsumeb Keetmanshoop.

Lingua e Etnie
L’inglese è la lingua ufficiale del paese ma è madrelingua solo per il 6% dei bianchi; il tedesco, l’afrikaans e l’oshiwambo sono invece “lingue regionali riconosciute”. L’87,5% della popolazione è nero e appartenente ai ceppi linguistici bantu e khoisan. Metà degli abitanti della Namibia parla l’oshiwambo come madrelingua, ma l’afrikaans è comunque la lingua più compresa. Le lingue indigene vengono
insegnate nella scuola primaria. Sia l’afrikaans sia l’inglese sono parlati principalmente come seconda lingua e utilizzati soprattutto a livello pubblico e istituzionale. Il tedesco è parlato specialmente nel Sud del paese. La prossimità geografica alla lusofona Angola ha determinato l’immigrazione di numerose persone parlanti portoghese. Nel 2011 i lusofoni in Namibia erano stimati intorno a 100 000, il 4-5% della popolazione totale. L’82% della popolazione appartiene a etnie del gruppo bantu, suddivisa in almeno undici etnie, tra cui predomina largamente l’etnia Ovambo (circa metà della popolazione, concentrata nel Nord del Paese). Altre etnie nere sono quelle del gruppo khoisan (San e Nama). La quota di bianchi è intorno all’8%, la più elevata dell’Africa subsahariana dopo quella del Sudafrica; si tratta soprattutto di tre gruppi principali: boeri, anglosassoni e tedeschi. Esistono anche minoranze olandesi, francesi e portoghesi. Vi sono infine due gruppi di origine mista, chiamati coloured e baster, che contribuiscono alla popolazione totale per un altro 8%. I bianchi e i gruppi di etnia mista parlano quasi tutti l’afrikaans e sono
culturalmente simili ai gruppi corrispondenti sudafricani. Una minoranza di bianchi ha invece mantenuto la cultura e la lingua originale dei coloni tedeschi. Diversamente dal Sudafrica, non vi è insediata una popolazione significativa di origine asiatica.
Politica
Il Presidente è eletto con voto popolare ogni cinque anni. Il Primo ministro è nominato insieme con il suo gabinetto dal Presidente. Il parlamento è composto da due camere: il National Council (“Consiglio Nazionale”) e la National Assembly (“Assemblea Nazionale”). La National Assembly rappresenta il vero organo legislativo, mentre il National Council ha una funzione consultiva. Per l’elezione della National Assembly sono contemplati 107 distretti elettorali. Il principale organo giudiziario è la Corte Suprema, i cui giudici sono nominati dal Presidente su proposta della Judicial Service Commission.
La SWAPO, che rappresentò il movimento principale durante il processo di indipendenza, e che ha completamente abbandonato le sue posizioni originali marxiste, è il primo partito del paese. Originariamente espressione specifica degli Ovambo, dagli anni ottanta ha perso questa connotazione accogliendo tra le sue file esponenti di tutte le etnie del paese, inclusi bianchi dei vari gruppi, specialmente di origine tedesca.
Il secondo partito politico del paese è l’Alleanza Democratica di Turnhalle (DTA), fondato negli anni settanta come federazione di diversi partiti, inclusi partiti a carattere etnico come la Christian Democrat Union (CDU), a prevalenza coloured, e il Partito Repubblicano (RP) degli afrikaner.
Le elezioni generali in Namibia del 2024 si sono tenute dal 27 al 30 novembre per il rinnovo della Presidenza e dell’Assemblea nazionale, la camera bassa del Parlamento del paese. Le elezioni hanno visto, nonostante una potenziale probabilità di mutamento del contesto politico, l’ampia riconferma dell’Organizzazione Popolare dell’Africa del Sud-Ovest (SWAPO), alla guida del paese sin dalla sua conquistata indipendenza dal Sudafrica nel 1989, che, tramite la vittoria già al primo turno delle presidenziali della sua candidata Netumbo Nandi-Ndaitwah (peraltro per la prima donna nella
storia del paese ad esserlo stata), con ben il 58,07% delle preferenze.

Economia
L’economia namibiana è fortemente legata (e per alcuni aspetti simile) a quella del Sudafrica. La principale attività economica è l’estrazione di minerali, che contribuisce per circa il 20% del PIL nazionale. Il paese è il quarto più importante esportatore africano di minerali non combustibili e il quinto produttore di uranio nel mondo. Una parte importante dell’estrazione mineraria riguarda, come nel vicino Sudafrica, i diamanti; altre produzioni importanti sono quelle di piombo, ferro, zinco, argento e tungsteno. Nonostante la sua importanza per l’economia nazionale il settore minerario dà lavoro solo al 3% della popolazione. Oltre la metà dei namibiani si dedicano all’agricoltura e all’allevamento di sussistenza; si coltivano principalmente mais e miglio e si allevano soprattutto capre e pecore. La produzione agricola comunque non copre il fabbisogno nazionale, che dipende al 50% dalle importazioni; si esporta invece la lana. Sebbene il reddito pro-capite sia in Namibia cinque volte quello dei paesi più poveri dell’Africa, la maggioranza della popolazione vive in povertà a causa della forte disoccupazione, della grande disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, e della grande quantità di capitali che vengono investiti
all’estero.
La caduta dei prezzi delle materie prime e una persistente siccità hanno causato un calo del prodotto interno lordo (PIL) del paese nel 2017 e nel 2018 e un aumento della disoccupazione.
Sport
Lo sport nazionale della Namibia è il rugby. Conseguentemente all’indipendenza dal Sudafrica, nel 1990 si formò la Nazionale di rugby della Namibia, il cui esordio al Mondiale si è verificato nell’edizione del 1999.
Fino all’indipendenza, i giocatori nativi della Namibia potevano essere convocati nelle file della rappresentativa sudafricana. Un esempio tra i più celebri è l’estremo Percy Montgomery, che è stato dei più forti interpreti al mondo del suo ruolo, nato nel 1974 a Walvis Bay e ritiratosi dalle competizioni nel 2009.
Lo sportivo più importante a livello mondiale è sicuramente Frank Fredericks, velocista di assoluto livello mondiale capace di conquistare quattro medaglie olimpiche (tutte d’argento, due a Barcellona 1992 (prime medaglie olimpiche per la Namibia), e due ad Atlanta 1996 nei 100 e nei 200 metri piani) e quattro medaglie mondiali (oro a Stoccarda 1993, e argento a Tokyo 1991, Göteborg 1995 e Atene 1997, tutte nei 200 m piani). Dopo la fine della carriera agonistica dal 2004 è entrato a fare parte del Comitato Olimpico Internazionale.
La laguna a sud di Luderitz è sede del più importante evento di Speed (gare di velocità per kitesurf e windsurf) al mondo. Gli organizzatori della prova hanno scavato un canale artificiale dove sono stati conseguiti i maggiori record di velocità a vela sull’acqua. Walvis Bay è invece la località dove è stato registrato il record di velocità assoluto per un mezzo nautico (65,45 nodi).

e si qualifica al Mondiale 2023,
nel girone dell’Italia

Arte
Nel 2022 la Namibia ha partecipato per la prima volta alla 59ª Biennale di Venezia con un padiglione nazionale incentrato sulla mostra dell’artista Renn, dal titolo A Bridge to the Desert / Un ponte per il deserto, a cura di Marco Furio Ferrario. Ospitato sull’Isola della Certosa, con i suoi 20 ettari di percorso è stato il padiglione più esteso del 2022 e uno dei più estesi della storia della Biennale. La mostra ha presentato sculture e fotografie del progetto The Lone Stone Men di un artista che si è celato dietro allo pseudonimo Renn. Parte del padiglione sono stati anche due percorsi introduttivi: un muro di 140×2 metri tappezzato da foto del deserto del Namib di Roland Blum e l’installazione immersiva Seek to believe /
Cercare per credere del duo artistico Amebe.

Cinema

In ambito cinematografico, in particolare nel XXI secolo, si è distinta la figura dell’attrice namibiana Girley Jazama, che ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali e che ha partecipato al film Der vermessene Mensch (2023), dove viene narrato il genocidio degli Herero e dei Nama, nell’attuale Stato della Namibia.
Ecco 5 curiosità che (forse) non sapevi sulla Namibia:
- La Namibia è stato il primo paese del mondo a citare la protezione dell’ambiente naturale nella propria Costituzione! Vi è infatti una grande attenzione per la protezione dell’ambiente e della fauna.
- Il deserto del Namib è uno tra i più antichi della terra. È in gran parte incluso in aree naturali protette, tra cui il Namib-Naukluft National Park, il parco nazionale più esteso dell’Africa. Le sue dune, tra le più alte del pianeta, sono famose per le forme sinuose e i colori che cambiano in base all’ora: dal rosso intenso dell’alba all’oro di mezzogiorno, fino alle tinte arancio del tramonto. A dispetto di quanto s’immagina quando si pensa al deserto, il Namib ospita una varietà sorprendente di flora e di fauna che si sono adattate all’ambiente, tra cui l’oryx (resistente alla siccità) e la welwitschia mirabili, una pianta che assorbe l’umidità della nebbia mattutina generata dall’incontro tra l’aria fredda dell’Oceano e il caldo del deserto.

- L’orice è una specie animale che vive in Namibia ed è una grossa antilope che è in grado di sopravvivere nel deserto, anche quando la temperatura corporea tocca il 45 gradi! Questo animale è infatti dotato di un sistema di raffreddamento del cervello che, grazie alla respirazione e alla circolazione sanguigna, fa sì che riesca a sopportare il calore dell’ambiente. A queste temperature tutti gli altri mammiferi muoiono.

- La costa degli Scheletri è una zona situata lungo il tratto nord-occidentale del Paese, dove il deserto incontra l’oceano. Si è guadagnata il macabro nome in virtù dei relitti che si sono arenati sulle sue
spiagge, cui si aggiungono le ossa di foche e balene che testimoniano le antiche pratiche di caccia e i cicli naturali della vita marina. Nonostante l’atmosfera inquietante, la Costa degli Scheletri è un’area di grande importanza ecologica: le sue acque contenenti nutrienti che ne sostengono la biodiversità.

- Il meteorite più grande al mondo è qui! Sembra che il meteorite più grande mai caduto sulla Terra si sia schiantato a Gibeon, a sud della Namibia: più di 20 tonnellate di meteorite si sono disintegrate in migliaia di frammenti. Una parte di essi è custodita nel Museo di Geologia di Windhoek; tutto sommato pochi resti, considerando che le popolazioni locali sfruttarono i detriti per costruire lance, utensili e armi appuntite.

di Sara Abate

