Che cos’è?
Nel calendario islamico, che è basato sul moto della luna, il giorno di Ashura è il decimo giorno del mese di Muharram, il primo mese dell’anno nel calendario lunare (la parola Ashura deriva dalla parola “Asharah”, che significa dieci in arabo). ʿĀshūrāʾ è il giorno in cui Allah salvò il Profeta Musa e i figli di Israele dal Faraone. Si tratta di un evento celebrato nel mondo islamico in vari modi: infatti per i Sunniti questo evento consiste in un periodo di digiuno di due giorni, il 9 e il 10 di Muḥarram. Tale digiuno sarebbe un calco del digiuno ebraico dello Yom Kippur, che cade nel decimo giorno del primo mese ebraico di Tishri, e il Profeta Mohammad l’avrebbe esteso anche al 9 per marcare una differenza rispetto alla celebrazione ebraica.
Invece per gli Sciiti, oltre al motivo precedente, cioè che ʿĀshūrāʾ è il giorno in cui Allah salvò il Profeta Musa e i figli di Israele dal Faraone, si aggiunge la commemorazione del martirio dell’imām al-Ḥusayn ibn ʿAlī e di 72 suoi seguaci ad opera delle truppe del califfo omayyade Yazīd I. La strage avvenne il 10 del mese di Muharram dell’anno 61 dell’Egira, e il lutto per l’evento, presso gli sciiti, dura 40 giorni.
Come si festeggia in quel giorno?
In quel giorno si festeggia soprattutto nei paesi nordafricani distribuendo ai bambini dei regali. In Marocco i grandi commercianti del paese distribuivano ai bambini, donne e giovani dei regali in quel giorno e i grandi mercati si riempiono di commercianti di frutta secca e dolci per festeggiare. Inoltre, i bambini girano per le strade indossando delle maschere, come nel carnevale occidentale.

Aspetti sociali della ʿĀshūrāʾ
La celebrazione della ʿĀshūrāʾ va oltre il significato religioso, assumendo importanti risvolti sociali che rafforzano i legami comunitari. Questo giorno diventa un’occasione per promuovere la solidarietà all’interno della comunità musulmana, principalmente attraverso la distribuzione di cibo e regali, che crea un senso di unità e cura reciproca.
La ʿĀshūrāʾ svolge anche un ruolo educativo fondamentale, offrendo l’opportunità di trasmettere ai più giovani la storia e i valori dell’Islam, perpetuando così le tradizioni da una generazione all’altra. È un periodo in cui molti musulmani intensificano le loro attività caritatevole, rivolgendo particolare attenzione ai meno fortunati della società.
In alcune comunità, questo giorno è visto come un momento propizio per la riconciliazione, incoraggiando la risoluzione dei conflitti e il riavvicinamento tra
amici e familiari. Per le minoranze musulmane in paesi non islamici, la celebrazione della ʿĀshūrāʾ assume un’importanza particolare come mezzo per affermare e preservare la propria identità culturale e religiosa.
Infine, in alcuni contesti, questa ricorrenza può diventare un’opportunità per il dialogo interreligioso e lo scambio culturale con altre comunità, promuovendo la comprensione reciproca e il rispetto tra diverse fedi.
Tutti questi aspetti sociali contribuiscono a rafforzare il tessuto sociale delle comunità musulmane, promuovendo valori universali come la compassione, la generosità e l’unità, che vanno oltre il significato puramente religioso della celebrazione.

di Eman Saleh

